wu

Studio preliminare per la chiusa di un testo lungo:

  1. Resta solo la traccia vaga (perduta) dell’intensità della vita (della storia, dell’esperienza) in un oggetto che nessuno più riesce a interpretare (di cui nessuno più ha memoria).
  2. «Le mani dell’artefice,» disse Paul [Kasoura, uomo d’affari giapponese], «possedevano il wu, e hanno permesso al wu di scorrere in quest’oggetto. […] Attraverso la sua contemplazione, noi stessi otteniamo del wu. Facciamo esperienza della tranquillità associata non con l’arte ma con le cose sacre. […] È  un oggetto miserabile, senza valore – proprio per questo possiede wu. Ed è un fatto che il wu  sia di solito rintracciabile nei luoghi meno imponenti, […] nell’immondizia, in un vecchio bastone, in una lattina di birra arruginita per terra.»
    (Philip K. Dick, The Man in the High Castle, Penguin Books, 2001)
61 01.23.47
Esagramma 61: la verità intrinseca

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