Crimini formalisti #4

Le cose (finale a sorpresa)

Bisogna estrarre l’oggetto dalla serie di associazioni consuete, nella quale si trova. Bisogna rivoltare l’oggetto, come si volta un ceppo nel fuoco. […] l’artista è sempre l’istigatore della rivolta degli oggetti. Gli oggetti insorgono, gettando via da sé i vecchi nomi ed assumendo, con un nuovo nome, un nuovo aspetto.
(V. Šklovskij, “La struttura della novella e del romanzo” in Teoria della prosa)

E d’un tratto
le cose tutte
s’avventarono,
straziando la voce,
a sfilarsi stracci di nomi consunti.
(V. Majakovskij, Vladimir Majakovskij) 

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La prima lezione me l’ha data una tenda.
(P.P. Pasolini, Lettere luterane)

 ***

(suite suggerita da Agnese Azzarelli)

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