Crimini formalisti #10

El potrero y la pelota – suite inevitabile

 

Mi dissero che el loco Gatti, che è un amico, aveva detto che ero un ciccione. Anni dopo lui stesso mi ha detto che non era vero, ma io sul momento non lo sapevo – nel dubbio gliene ho fatti quattro.

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Kill Bill

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Mentre combatteva nell’oscurità, Tadeo Isidoro Cruz cominciò a capire. Capì che un destino vale l’altro, ma che a ognuno il suo; che l’uniforme ormai gli stringeva la gola – comprese il suo intimo destino di lupo, non di cane pastore. Capì che l’altro, il criminale a cui dava la caccia, contro cui stava combattendo insieme ai suoi soldati – che l’altro era egli stesso. Cruz afferrò il berretto militare, lo tirò a terra calpestandolo, gridò che non lo avrebbe permesso – e si mise a combattere contro i suoi stessi soldati, al fianco del disertore Martín Fierro.

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Cimitero azzurro[1]

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Dagli al formalista!

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Mamba out


[1] Nota di Gomez: Ferlaino merda

 

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